martedì 28 novembre 2006

Parole senza guinzaglio

Tutte sparse sul pavimento bagnato,
ci sono queste cazzo di parole senza guinzaglio
che continuano a mordermi i piedi.

Ne abbiamo abbandonate anche sotto la bottiglia di vermouth.

Lasciarle morire lentamente è stata una buona idea.
Chissà,
forse domani con un po di fortuna
ne troveremo di migliori.

lunedì 27 novembre 2006

Vulnacologo


07:16

Alle sette del mattino Betta chiedeva ancora droga.
Qualcosa di più forte,
diceva,
con gli occhi rossi che ridevano,
la bocca secca
e tutto il corpo che ciondolava
al ritmo di chissà cosa.

La polizia faceva il proprio lavoro in silenzio,
mai una retata.

Ci lasciavano ridurre la memoria
pari a quella di un criceto.

Sulle pareti dei cessi
ho scritto centinaia di poesie,
nessuna che mi ricordo.

Ora forse,
qualche ubriaco
ne sta leggendo una.

Presto l’avrà dimenticata.

neve

"Quella volta che mio cugino Tim-Boy pensava che non lo avrebbero mai trovato".

venerdì 24 novembre 2006

Metanfetanina's nights

Masticavamo tutto,
nell’epoca degli investimenti,
delle morti atroci,
dei tuoi ultimi minuti inutili,
delle insopportabili urla delle donne,
delle truci sette d’America,
dei matti furiosi,
delle cimici,
di Cimicilandia,
degli uomini che intendono fare,
dei figli di puttana,
dei sei,sei,sei.

Lo facevamo davvero:
muovere le automobili con la forza della mente.
Nelle Metanfetamina’s nights,
ci chiedevamo chi fosse
che assieme alla fidanzata quindicenne,
commetteva omicidi in serie.
I serial killers degli anni cinquanta,
come quelli alla televisione.
Non sò se è un’allucinazione,
ma mi tocca di nuovo andare nell’aldilà
per salvarla da Jhonnie Bartley.
Credo che qualcuno,
comunque,
un giorno dovrà punirla.

Tutti che si uccidono.

Prediligono ancora le armi bianche.
Ed alla fine
i Supermostri
Democratico-demoniaci,
che stanno sottoterra,
si mangiano i cattivi,
se li portano all’inferno,
ed i pennelli
si rompono in modo insolito,
direi sovrannaturale.

Toilette

"Quella volta che mio cugino Tim-Boy mi ha detto di controllare che non arrivasse nessuno".

martedì 21 novembre 2006

Campioni di volo

I campioni di volo
si feriscono a terra.

Gli eroi ridono di loro
e delle loro bende,
dopo un pò
non lasciano passare il sangue.

I campioni di volo
si feriscono al suolo
ed il pubblico ride
e scatta foto con l’automatica.

Le troie da whisky
ed i campioni di volo
sono brava gente,
ma nessuno punta su di loro.

Forse per questo
si scambiano sguardi di intesa
e saliva,
mentre fuori,
eroi disorientati
non sanno più perchè ridere
ed il mondo tutto intorno
è inutile e piccolo.

I bambini in giardino
giocano a fare i mafiosi
e le madri
coprono con giacche di lana
i loro figli prepotenti e belli.

L’amore è una parola scritta sul vocabolario d’italiano.

Ma i campioni di volo
prima di ferirsi a terra
sembrano angeli buoni venuti per noi
e le troie da whisky
raccontano un sacco di storie divertenti
dove alla fine sopravvivono sempre.