Quella volta che mio cugino Tim-Boy ha detto che il suo sogno era quello di vedere la propria faccia stampata su una banconota.
mercoledì 2 maggio 2007
venerdì 13 aprile 2007
Campioni di volo
I campioni di volo
si feriscono a terra.
Gli eroi ridono di loro
e delle loro bende,
dopo un pò
non lasciano passare il sangue.
I campioni di volo
si feriscono al suolo
ed il pubblico ride
e scatta foto con l’automatica.
Le troie da whisky
ed i campioni di volo
sono brava gente,
ma nessuno punta su di loro.
Forse per questo
si scambiano sguardi di intesa
e saliva,
mentre fuori,
eroi disorientati
non sanno più perchè ridere
ed il mondo tutto intorno
è inutile e piccolo.
I bambini in giardino
giocano a fare i mafiosi
e le madri
coprono con giacche di lana
i loro figli prepotenti e belli.
L’amore è una parola scritta sul vocabolario d’italiano.
Ma i campioni di volo
prima di ferirsi a terra
sembrano angeli buoni venuti per noi
e le troie da whisky
raccontano un sacco di storie divertenti
dove alla fine sopravvivono sempre.
si feriscono a terra.
Gli eroi ridono di loro
e delle loro bende,
dopo un pò
non lasciano passare il sangue.
I campioni di volo
si feriscono al suolo
ed il pubblico ride
e scatta foto con l’automatica.
Le troie da whisky
ed i campioni di volo
sono brava gente,
ma nessuno punta su di loro.
Forse per questo
si scambiano sguardi di intesa
e saliva,
mentre fuori,
eroi disorientati
non sanno più perchè ridere
ed il mondo tutto intorno
è inutile e piccolo.
I bambini in giardino
giocano a fare i mafiosi
e le madri
coprono con giacche di lana
i loro figli prepotenti e belli.
L’amore è una parola scritta sul vocabolario d’italiano.
Ma i campioni di volo
prima di ferirsi a terra
sembrano angeli buoni venuti per noi
e le troie da whisky
raccontano un sacco di storie divertenti
dove alla fine sopravvivono sempre.
martedì 12 dicembre 2006
Fottuta mano invisibile
Non mi oppongo alla mano invisibile,
lei ha più anni di me
e conosce le menti importanti
ed i gesti da compiere.
Attraversa la strada con il rosso
la mia mano invisibile
e mi parla
e mi suggerisce sbagliato.
La mia fottuta mano invisibile,
che si droga per settimane
e beve tutta la birra in frigo
e sembra sempre che debba morire.
Tutti a dire:
“poverina,carina,pigra,inutile,bugiarda?
Fatta,depravata,tossicomane?
Puttana?
Permalosa,lesbica solo per pochi?
Litigiosa...”
E poi chissà perchè
non vi chiedete mai
fino a che profondità potrà arrivare.
lei ha più anni di me
e conosce le menti importanti
ed i gesti da compiere.
Attraversa la strada con il rosso
la mia mano invisibile
e mi parla
e mi suggerisce sbagliato.
La mia fottuta mano invisibile,
che si droga per settimane
e beve tutta la birra in frigo
e sembra sempre che debba morire.
Tutti a dire:
“poverina,carina,pigra,inutile,bugiarda?
Fatta,depravata,tossicomane?
Puttana?
Permalosa,lesbica solo per pochi?
Litigiosa...”
E poi chissà perchè
non vi chiedete mai
fino a che profondità potrà arrivare.
mercoledì 29 novembre 2006
martedì 28 novembre 2006
Cinesi e cineserie
Una rivista porno azzurra.
La finestra lasciata aperta
forse è proprio lì
per ricordarci qualche cosa.
Dietro la bottiglia non c’era nessuno.
I nostri fantasmi litigano tra di loro.
Sul biglietto sopra il tavolo
c’è scritto che è inutile colpevolizzarsi
se non sanno approfittare fino in fondo
della pausa caffè.
Chi prevede il tempo che farà domani,
dice che da quando non ci sono più mezze stagioni
sono cose che succedono.
La tua camicia bianca
tarda misteriosamente ad asciugare.
I cinesi,
facce gialle
che vendono borse sotto casa,
sono pronti a giurare
che mi ami sempre meno.
Per i cinesi,
occhi piccoli,
facce strane,
todo a cien,
ogni cosa è difficile.
Stringono le labbra sottili,
quando sotto le coperte
contano l’incasso della giornata.
Cinesi,
facce piatte,
tutte uguali,
sempre qualcosa da fare,
mai nessuno di loro che cazzeggia,
qualche incidente programmato sul posto di lavoro.
I cinesi,
teste di cazzo
ed i loro rapporti settimanali
sulla mia doppia vita,
lasciati ogni lunedì mattina
dentro la cassetta delle lettere.
Ogni volta mi rimproverano qualcosa di nuovo.
Farebbero meglio
a correggere la loro ortografia di bambino
piuttosto che farmi perdere tempo in questo modo.
Cinesi teste di cazzo!
La finestra lasciata aperta
forse è proprio lì
per ricordarci qualche cosa.
Dietro la bottiglia non c’era nessuno.
I nostri fantasmi litigano tra di loro.
Sul biglietto sopra il tavolo
c’è scritto che è inutile colpevolizzarsi
se non sanno approfittare fino in fondo
della pausa caffè.
Chi prevede il tempo che farà domani,
dice che da quando non ci sono più mezze stagioni
sono cose che succedono.
La tua camicia bianca
tarda misteriosamente ad asciugare.
I cinesi,
facce gialle
che vendono borse sotto casa,
sono pronti a giurare
che mi ami sempre meno.
Per i cinesi,
occhi piccoli,
facce strane,
todo a cien,
ogni cosa è difficile.
Stringono le labbra sottili,
quando sotto le coperte
contano l’incasso della giornata.
Cinesi,
facce piatte,
tutte uguali,
sempre qualcosa da fare,
mai nessuno di loro che cazzeggia,
qualche incidente programmato sul posto di lavoro.
I cinesi,
teste di cazzo
ed i loro rapporti settimanali
sulla mia doppia vita,
lasciati ogni lunedì mattina
dentro la cassetta delle lettere.
Ogni volta mi rimproverano qualcosa di nuovo.
Farebbero meglio
a correggere la loro ortografia di bambino
piuttosto che farmi perdere tempo in questo modo.
Cinesi teste di cazzo!
Polonio 210
Parole senza guinzaglio
Tutte sparse sul pavimento bagnato,
ci sono queste cazzo di parole senza guinzaglio
che continuano a mordermi i piedi.
Ne abbiamo abbandonate anche sotto la bottiglia di vermouth.
Lasciarle morire lentamente è stata una buona idea.
Chissà,
forse domani con un po di fortuna
ne troveremo di migliori.
ci sono queste cazzo di parole senza guinzaglio
che continuano a mordermi i piedi.
Ne abbiamo abbandonate anche sotto la bottiglia di vermouth.
Lasciarle morire lentamente è stata una buona idea.
Chissà,
forse domani con un po di fortuna
ne troveremo di migliori.
lunedì 27 novembre 2006
07:16
Alle sette del mattino Betta chiedeva ancora droga.
Qualcosa di più forte,
diceva,
con gli occhi rossi che ridevano,
la bocca secca
e tutto il corpo che ciondolava
al ritmo di chissà cosa.
La polizia faceva il proprio lavoro in silenzio,
mai una retata.
Ci lasciavano ridurre la memoria
pari a quella di un criceto.
Sulle pareti dei cessi
ho scritto centinaia di poesie,
nessuna che mi ricordo.
Ora forse,
qualche ubriaco
ne sta leggendo una.
Presto l’avrà dimenticata.
Qualcosa di più forte,
diceva,
con gli occhi rossi che ridevano,
la bocca secca
e tutto il corpo che ciondolava
al ritmo di chissà cosa.
La polizia faceva il proprio lavoro in silenzio,
mai una retata.
Ci lasciavano ridurre la memoria
pari a quella di un criceto.
Sulle pareti dei cessi
ho scritto centinaia di poesie,
nessuna che mi ricordo.
Ora forse,
qualche ubriaco
ne sta leggendo una.
Presto l’avrà dimenticata.
venerdì 24 novembre 2006
Metanfetanina's nights
Masticavamo tutto,
nell’epoca degli investimenti,
delle morti atroci,
dei tuoi ultimi minuti inutili,
delle insopportabili urla delle donne,
delle truci sette d’America,
dei matti furiosi,
delle cimici,
di Cimicilandia,
degli uomini che intendono fare,
dei figli di puttana,
dei sei,sei,sei.
Lo facevamo davvero:
muovere le automobili con la forza della mente.
Nelle Metanfetamina’s nights,
ci chiedevamo chi fosse
che assieme alla fidanzata quindicenne,
commetteva omicidi in serie.
I serial killers degli anni cinquanta,
come quelli alla televisione.
Non sò se è un’allucinazione,
ma mi tocca di nuovo andare nell’aldilà
per salvarla da Jhonnie Bartley.
Credo che qualcuno,
comunque,
un giorno dovrà punirla.
Tutti che si uccidono.
Prediligono ancora le armi bianche.
Ed alla fine
i Supermostri
Democratico-demoniaci,
che stanno sottoterra,
si mangiano i cattivi,
se li portano all’inferno,
ed i pennelli
si rompono in modo insolito,
direi sovrannaturale.
nell’epoca degli investimenti,
delle morti atroci,
dei tuoi ultimi minuti inutili,
delle insopportabili urla delle donne,
delle truci sette d’America,
dei matti furiosi,
delle cimici,
di Cimicilandia,
degli uomini che intendono fare,
dei figli di puttana,
dei sei,sei,sei.
Lo facevamo davvero:
muovere le automobili con la forza della mente.
Nelle Metanfetamina’s nights,
ci chiedevamo chi fosse
che assieme alla fidanzata quindicenne,
commetteva omicidi in serie.
I serial killers degli anni cinquanta,
come quelli alla televisione.
Non sò se è un’allucinazione,
ma mi tocca di nuovo andare nell’aldilà
per salvarla da Jhonnie Bartley.
Credo che qualcuno,
comunque,
un giorno dovrà punirla.
Tutti che si uccidono.
Prediligono ancora le armi bianche.
Ed alla fine
i Supermostri
Democratico-demoniaci,
che stanno sottoterra,
si mangiano i cattivi,
se li portano all’inferno,
ed i pennelli
si rompono in modo insolito,
direi sovrannaturale.
martedì 21 novembre 2006
Campioni di volo
I campioni di volo
si feriscono a terra.
Gli eroi ridono di loro
e delle loro bende,
dopo un pò
non lasciano passare il sangue.
I campioni di volo
si feriscono al suolo
ed il pubblico ride
e scatta foto con l’automatica.
Le troie da whisky
ed i campioni di volo
sono brava gente,
ma nessuno punta su di loro.
Forse per questo
si scambiano sguardi di intesa
e saliva,
mentre fuori,
eroi disorientati
non sanno più perchè ridere
ed il mondo tutto intorno
è inutile e piccolo.
I bambini in giardino
giocano a fare i mafiosi
e le madri
coprono con giacche di lana
i loro figli prepotenti e belli.
L’amore è una parola scritta sul vocabolario d’italiano.
Ma i campioni di volo
prima di ferirsi a terra
sembrano angeli buoni venuti per noi
e le troie da whisky
raccontano un sacco di storie divertenti
dove alla fine sopravvivono sempre.
si feriscono a terra.
Gli eroi ridono di loro
e delle loro bende,
dopo un pò
non lasciano passare il sangue.
I campioni di volo
si feriscono al suolo
ed il pubblico ride
e scatta foto con l’automatica.
Le troie da whisky
ed i campioni di volo
sono brava gente,
ma nessuno punta su di loro.
Forse per questo
si scambiano sguardi di intesa
e saliva,
mentre fuori,
eroi disorientati
non sanno più perchè ridere
ed il mondo tutto intorno
è inutile e piccolo.
I bambini in giardino
giocano a fare i mafiosi
e le madri
coprono con giacche di lana
i loro figli prepotenti e belli.
L’amore è una parola scritta sul vocabolario d’italiano.
Ma i campioni di volo
prima di ferirsi a terra
sembrano angeli buoni venuti per noi
e le troie da whisky
raccontano un sacco di storie divertenti
dove alla fine sopravvivono sempre.
lunedì 20 novembre 2006
Idioti
Ci sono un bel po di pagine numerate
a darci ragione,
i giorni,
visti così,
non sembrano poi tanto feroci.
Ma gli idioti alla porta
non aspetteranno all’infinito,
con incomprensibile puntualità
arriveranno,
come fanno sempre,
a raccontarci
dei cilindri di carne viola,
coltivate in serre
protette da guardie armate,
del Mac Donalds,
del Burger King,
dei loro prodotti transenici
e dei pericoli della chetamina,
che assunta in grandi dosi
può trasformare gli uomini in cavalli.
Gli idioti arrivano sempre
e tu apri con indosso
il mio pigiama azzurro,
prepari la caffettiera da sei,
torni a letto
e mi dici:
“Amore,di là ci sono i tuoi amici.”
Gli idioti arrivano
con bottiglie di vino rosso,
alle due e trenta di un martedì notte,
mentre io sto dipingendo
e tu sei sotto la doccia.
E siccome mi vedono con le mani sporche di colore
e sentono l’acqua scorrere,
si mettono a parlare di Picasso
che era proprio bravo
e del suo disegno su di un tovagliolo di carta,
di Dalì,
che si faceva cagare addosso
per farselo venire duro
e della merda di un italiano,
confezionata
e poi spacciata come arte.
Gli idioti lo farebbero anche loro.
Gli idioti da bambini disegnavano bene
ma poi si sono iscritti a giurisprudenza.
Gli idioti lo farebbero anche meglio,
hanno sempre ragione
anche quando dicono che pittori e poeti
muoiono giovani
e che dovrei andare da un buon dottore,
girare il calendario,
cercare una donna che sappia cucinare
e smetterla di dipingere,
perché lo smalto è tossico
e puzza
e macchia i cappotti sulla poltrona di pelle.
Gli idioti si scopano le idiote
dentro una Seat Ibiza grigia
con i vetri appannati,
sbavano,
pompano forte
e si promettono l’amore eterno.
I loro figli saranno avvocati di successo.
Intanto noi,
confusi dentro un numero preso a caso
del nostro nuovo calendario,
litighiamo,
sulla luce da pagare,
perchè arrivo in ritardo
e su tante altre cose.
a darci ragione,
i giorni,
visti così,
non sembrano poi tanto feroci.
Ma gli idioti alla porta
non aspetteranno all’infinito,
con incomprensibile puntualità
arriveranno,
come fanno sempre,
a raccontarci
dei cilindri di carne viola,
coltivate in serre
protette da guardie armate,
del Mac Donalds,
del Burger King,
dei loro prodotti transenici
e dei pericoli della chetamina,
che assunta in grandi dosi
può trasformare gli uomini in cavalli.
Gli idioti arrivano sempre
e tu apri con indosso
il mio pigiama azzurro,
prepari la caffettiera da sei,
torni a letto
e mi dici:
“Amore,di là ci sono i tuoi amici.”
Gli idioti arrivano
con bottiglie di vino rosso,
alle due e trenta di un martedì notte,
mentre io sto dipingendo
e tu sei sotto la doccia.
E siccome mi vedono con le mani sporche di colore
e sentono l’acqua scorrere,
si mettono a parlare di Picasso
che era proprio bravo
e del suo disegno su di un tovagliolo di carta,
di Dalì,
che si faceva cagare addosso
per farselo venire duro
e della merda di un italiano,
confezionata
e poi spacciata come arte.
Gli idioti lo farebbero anche loro.
Gli idioti da bambini disegnavano bene
ma poi si sono iscritti a giurisprudenza.
Gli idioti lo farebbero anche meglio,
hanno sempre ragione
anche quando dicono che pittori e poeti
muoiono giovani
e che dovrei andare da un buon dottore,
girare il calendario,
cercare una donna che sappia cucinare
e smetterla di dipingere,
perché lo smalto è tossico
e puzza
e macchia i cappotti sulla poltrona di pelle.
Gli idioti si scopano le idiote
dentro una Seat Ibiza grigia
con i vetri appannati,
sbavano,
pompano forte
e si promettono l’amore eterno.
I loro figli saranno avvocati di successo.
Intanto noi,
confusi dentro un numero preso a caso
del nostro nuovo calendario,
litighiamo,
sulla luce da pagare,
perchè arrivo in ritardo
e su tante altre cose.
Iscriviti a:
Post (Atom)










